16 marzo 2011

Tattoo Prestige Volume 1

Category: Editoria,Tattoo Prestige Vol. I – ennio – 16:34

Video promo di Tattoo Prestige Vol. 1  edizione extra lusso riservata ad edicole, librerie e rete.

 

5 aprile 2012

La bella tatuata ha classe!

Category: News – ennio – 16:55

29 marzo 2012

Controindicazioni del tatuaggio :p

Category: News – ennio – 22:52

27 marzo 2012

Vedo o non vedo?

Category: Editoria,News – ennio – 11:30

Una parodia…

Category: News – ennio – 11:21

Il primo tatuaggio animato!

Category: News – ennio – 10:59

18 aprile 2011

Franz l’addio di un pioniere…

Molti lo sanno, qualcuno forse no, altri non avranno mai sentito parlare di lui. E’ passato a miglior vita Franz…un pioniere del tatuaggio.
Viveva all’estero da circa 15 anni. Più volte era giunta la notizia, sempre smentita, di una sua morte prematura. Franz era il mio amico e socio di un tempo, di una particolare epoca che è davvero difficile da spiegare. Da quando la madre mi ha dato la conferma e ha fatto giungere a Trieste le spoglie, non ho più potuto sperare che fosse la solita voce messa in giro dal solito idiota di turno. Da allora per parecchi mesi, il pensiero correva spesso a Franz, a tutte le volte che ero stato in procinto di partire per fargli visita a Cartaghena (COLOMBIA), ad ogni razionale motivo che mi aveva indotto a rimandare il mio viaggio, demordendo dal mio intento. Ricordavo i vecchi tempi, quando dopo un viaggio in Australia nel 1984, decidemmo di aprire quello che sarebbe diventato il primo Tattoo Studio su strada d’Italia. Erano tempi spensierati: i tatuaggi di quel tempo avevano il fascino del proibito, un senso di profonda ribellione, che gridavano libertà.
Ricordavo, come in un film, l’espressione incredula della gente, i bisbiglii del vicinato pieno di pregiudizi, le navi americane che procuravano, in pochi giorni, dei guadagni impensabili per quell’epoca. La faccia attonita del bancario a cui chiedevo di cambiare in lire, pacchi di dollari sdruciti. Un anonimo volto dallo sguardo malsano che nonostante gli sforzi compiuti, non riusciva a far segreto dei suoi pensieri: come me li ero procurati? Pensavo alle nostre, rare, ma lunghissime, telefonate oltreoceano, e a come ridevamo sguaiatamente dei nostri alti e bassi, delle nostre difficoltà a relazionarci con il denaro, di quanto ne avessimo sperperato, del fatto che probabilmente eravamo gli unici tra i “vecchi colleghi” a non aver messo via un centesimo in vista del futuro. Chissà se avevamo torto o ragione. Ma poi, chi avrebbe potuto stabilirlo?
Pensavo a quando eravamo solo in quattro gatti a camminare per Barcola (la riviera triestina), con le prime nostre creazioni sulla pelle. Stupore, curiosità, timore… queste erano le reazioni dei passanti, che in noi facevano crescere sempre di più la ferma convinzione che bastasse assai poco per uscire dagli schemi tradizionali per sentirsi vivi, unici, come unici erano i nostri, spiriti indomiti, le nostre anime. Pensavo a quanto ci piacesse pulire lo studio, o a quanto ci divertissimo nel creare nuovi disegni. Ci torturavamo reciprocamente nel sperimentare di quanti millimetri dovevano fuoriuscire gli aghi dal puntale; cercavamo di capire perchè certe righe venivano meglio in un modo, piuttosto che in un altro, o, ancora, cercavamo di scoprire il motivo per cui certi aghi si attaccavano alla barra con lo stagno ed altri no. Vivevamo la magia dell’essere pionieri in un mondo dove l’indirizzo della Spaulding era quasi sconosciuto.
Ogni piccola scoperta era per noi un grande evento! Eravamo talmente inebriati e felici di aver trovato un lavoro che ci piacesse, da sentirci quasi catapultati in un contesto magico! Sono stati in pochi a conoscerlo, e, solo la “pellaccia” vissuta di alcuni vecchi amici, reca la firma di Franz, rivelandone la sua natura. Nell’epoca degli anni ottanta, era solo lui, a credere più intensamente di me, che del tatuaggio avremmo potuto fare la nostra professione, nonché, contagiare i giovani nell’adottare stili di vita volti al raggiungimento della più totale libertà.Nella stessa riviera, che 20 anni prima ci metteva al bando per il nostro aspetto selvaggio, è facile incontrare ancora qualche giovane che rechi sulla pelle qualcosa di nostro. Merito o demerito, una buona parte è del buon Franz.
Tra i vecchi tatuatori che ho conosciuto, c’era chi lo ricordava bene. Maurizio Fiorini era uno di questi con Nando di Torino. Questi mi chiese sue notizie alla Convention di Roma del 1994, e allora mi bastò questo per avere il libero accesso a quel circolo….così chiuso e riservato rappresentato dalla categoria dei tatuatori. Franz, in qualche forma, era sempre con me. Allora non si poteva immaginare a che livelli l’arte del tatuaggio sarebbe giunta, era fantascientifico pensare che il fenomeno sarebbe dilagato alla decima potenza. Io non credo alla morte forse per la mia stessa natura e forse per tutte le dottrine filosofiche di cui sono imbevuto, ma so, comunque, che non rivedrò più il mio caro amico. So che non potrò più fare quel tanto desiderato viaggio per incontrarlo. Non potremo più lavorare assieme, incontrarci a qualche Convetion, o berci un buona birra, come eravamo soliti fare.
So per certo che con lui, con il buon Nando di Torino, e con altrettanti colleghi passati a miglior vita, l’era pionieristica italiana dei tatuaggi è terminata. Unica, particolare ed irripetibile. Un’era che solo pochi privilegiati possono dire di avere vissuto, respirato, amato, anche se sono in molti a volersi ergere a fautori della stessa, “inzuppandovi il pane” a suon di frasi lette o udite da qualche parte. Parole sterili, parole che non vengono dal cuore…
Fu un’epoca quella, la nostra, facile da comprendere solo per chi la visse. Il destino “bizzarro”, ha voluto che tutte le nostre vecchie foto, i nostri lavori di un tempo che in molti colleghi si vergognerebbero magari di mostrare, siano rimaste in un container di 48 piedi, pieno di tutta la mia vita trascorsa in USA, per cui non posso far vedere che poche immagini dei suoi vecchi lavori. Immagini che hanno mantenuto nel tempo, per chi sa ricordare la gioia con cui aveva lasciato lo studio, il fascino di una traccia cruda, decisa, “pionieristica”.
Io vorrei che tutti coloro che portano un tatuaggio e che amano quest’arte si sentissero in qualche modo amici di quel figlio, perché in maniera più o meno diretta, quell’uomo ed altri suoi simili, hanno fatto la storia del tatuaggio in Italia. Se oggi gli addetti ai lavori, riescono a percepire lauti guadagni, unitamente alla fama, e al successo costituendo Associazioni, facendo conventions e quant’altro, ciò lo devono in parte anche a lui.
Non vorrei dipingere Franz come fosse stato un santo o un eroe, perché di certo nessuno di noi due lo è mai stato. Semplicemente, vorrei che venisse ricordato com’era. Far sapere quanto importante e forse immeritatamente impopolare sia stato quest’uomo nel contesto di questo particolare mondo. Credo che, all’epoca, nessuno fosse consapevole di quale straordinario impatto il tatuaggio avrebbe avuto in futuro, incidendo profondamente nel costume della società, condizionando e divenendo allo stesso tempo manifestazione simbolica del pensiero, esternazione artistica dell’anima nel corpo, per intere generazioni di giovani.
Niente succede per caso e meno che meno ciò che stò raccontando. L’amarezza più grande è il constatare che le battaglie vissute da dei vecchi pionieri vengano sfruttate e manipolate da tanti piccoli sciacalli, individui che di certo non appartengono nostro mondo. Credo che oggi il tatuaggio entri, come del resto tutto ciò che esiste al mondo, in una nuova era, in una nuova dimensione. In quest’era che in certi contesti appare, più opportunista, meno selvaggia, con troppe regole, forse la nostra coppia non avrebbe avuto senso ne motivo di esistere, forse, al giorno d’oggi, non ci saremmo nemmeno divertiti.
Il destino mi ha lasciato solo, testimone a cavallo tra due mondi, di una realtà che avevamo costruito insieme 21 anni fa. Di certo immaginarmi Franz a parlare con l’assessore alla sanità, o a mantenere relazioni con la stampa specializzata o meno, o a seguire complesse contabilità e normative incerte, non mi riesce semplice. Non a caso noi abbiamo funzionato e siamo rimasti uniti solo fin tanto che non c’era ne fama ne successo nel nostro mondo, fin tanto che c’era genuinità, amicizia e tanti casini.
Non per essere nostalgici o retorici, ne per apparire come un vecchio malinconico, ma và davvero detto che insieme a Franz se ne và una parte di me stesso e del mio vissuto passato.
Ed io benedico tutto ciò.
Per concludere questa valanga di ricordi e di emozioni, vorrei raccontarvi ancora qualcosa che ha il sapore della verità, che ha il suo senso profondo, che è un piccolo riassunto di un reale vissuto…
Questa è una delle poche immagini del nostro vecchio Tattoo Studio di via Rigutti a Trieste di cui sono attualmete in possesso. Tutti i miei ricordi, valige zeppe di fotografie ed altro, si trovano attualmente negli Stati Uniti, insieme all’ultimo nato dei miei figli, alla mia ex – compagna e a quella parte di me stesso, ancora selvaggia, che si trova a suo agio a vivere in mezzo alla natura, sulle rive di un lago dove girolonzano gli alligatori nel profondo sud della Louisiana.
Via Rigutti … il nome di questa strada riporta alla memoria di qualche mio non più giovane concittadino vari ricordi, tra i quali anche una palestra (stile Rocky Balboa, ma non si trattava di un film) dove Tiberio Mitri si allenava con io zio e con altri grandi pugili, veri sportivi anche se meno noti alle cronache giornalistiche di quei tempi.
Questa via ha sempre parlato, in qualche forma, di beffardi destini, di uomini, di sudore, di povertà, di carcere, di dolore, di gioia, di amore…e non sarebbe stato possibile che io non ci spendessi un ventennio e più della mia vita. Questa non poteva che essere, in tutti i sensi, “la mia via”.
Verso gli anni ’80 presi in affitto un locale e negli anni seguenti diventarono quattro, uno a fianco all’altro. Intrapresi svariate attività, non ricordo neppure quante e sarebbe troppo lungo e, forse per tatluni poco edificante, raccontare altro…
Dopo il mio primo viaggio oltreoceano tutte le cose, le persone, le situazioni, iniziarono a cambiare insieme al mio modo di vivere. Mentre rientravo in Italy, avevo portato con me la mia “fortuna” senza nemmeno saperlo. Al mio rientro da Sidney infatti, dove acquistai le mie prime tattoo machine professionali, decisi subito di aprire nel 1984 il Tattoo Studio. Questo negozio, ormai storico, con tutto il suo “vissuto” finirà miseramente, in mia assenza, nei primi anni del nuovo millennio.
Nel 1999 quando me ne andai da Trieste, perdendo, tra l’altro, due grossi ed avviati negozi, pensavo in cuor mio solo a come trovare il modo di salvare quella vecchia struttura alla quale ero così legato. Lasciai la gestione dello studio ad un tatuatore con il solo onere di pagarsi le minime spese di regia. Erano spese ridotte all’osso in quanto si trattava di affitti di locali commerciali stipulati in tempi “buoni” e rincarati solamente, anno dopo anno, dagli aumenti ISTAT. Al mio rientro in Italy, al posto dello studio trovai i soliti ufficiali giudiziari, una valanga di spese da sostenere e tutta una serie di casini di cui proprio non sentivo il bisogno. Così, ancora una volta, un cerchio si chiuse: compresi perfettamente che tutto aveva un senso, che era finito un ciclo, un epoca, una storia…e sopratutto che era giusto così, che non avrebbe potuto andare diversamente. Era appena iniziata, per dirla alla Gregg Braden, (ricercatore spirituale che stimo molto N.d. D.) un’altra “notte buia dell’anima”, l’ennesima della mia vita.
La notizia della morte di Franz aveva ulteriormente confermato le mie sensazioni, i mei pensieri. Nessuna persona al mondo, all’infuori di noi, avrebbe potuto tenere in piedi quel posto. Un posto magico dove siamo cresciuti come uomini, come artisti, che ha visto nascere e morire amori, speranze, che ha udito pianti e confessioni, un posto che a raccontarvi solo un minuto del suo vissuto non basterebbero le pagine di altri cento giornali. Se mai lo facessi, farei felici tutte quelle persone, dal mio avvocato di fiducia in avanti, che sentendomi raccontare le mie emozioni e qualche piccola parte del mio vissuto, avrebbero molto volentieri finanziato un libro da anni incompiuto. Un libro che rappresenta la vita stessa di ognuno di noi, ma non è detto che, prima o poi, non mi decida di raccontare.

Tattoo storie di vita vissuta…prefazione

Prefazione dell’autore:

Non ricordo nemmeno più quante volte ho iniziato a scrivere questo libro, diario, romanzo autobiografico, o che ho cercato di mettere insieme idee, racconti, appunti, file, pezzi di carta, disegni, fotografie, storie e ricordi. Non ricordo tutte le volte che non ho, per un motivo o per un altro, portato a termine questo progetto. Tutto ciò che voglio raccontare è come un quadro in continuo divenire, in cui ogni nuova sfumatura aumenta il senso di completezza e di armonia del tutto, senza arrivare al punto di dare la pennellata finale. In realtà, quell’ultima pennellata, non esiste. Fondamentalmente è questo uno dei motivi per i quali questo libro è rimasto per così tanto tempo fermo nei suoi contenitori: dagli spunti delle mie prime poesie ad oggi, sono passati almeno trent’anni.
E’ stato come riempire una soffitta di cose che pensavo mi potessero tornare utili in futuro, pensieri, parole e ricordi, a volte scottanti per essere scordati, o anche solo per essere approfonditi e rivissuti, senza le appropriate conoscenze.
Tutti i frammenti di questo puzzle di vita vissuta sono stati sparsi nei file di diversi computer, ognuno dei quali rappresentava in quel momento il mio amico del cuore. Una specie di anima compiacente che ascoltava in silenzio quello che avevo da dire, senza giudizio.
Una delle persone che mi ha maggiormente incoraggiato in questo intento, oltre all’amico stregone, è stata il mio avvocato di fiducia. Forse per la speranza di un successo editoriale atto a rimborsarle i compensi dovuti, forse per la conoscenza particolareggiata di certe situazioni, acquisita attraverso la sua veste professionale, alla fine di ogni triste periodico quanto apparentemente inevitabile consulto, il suo suggerimento, prima del saluto finale, era di scrivere un libro.
Dello stesso parere sono state molte altre persone: amici, conoscenti, ex compagne, mogli e presunte tali, con i quali ho avuto modo di lasciarmi andare, esprimendo e raccontando le mie avventure, le emozioni e i sentimenti che la vita mi ha donato.
Tutto ciò non sarebbe stato sufficiente se nel 2005 non avessi pubblicato su Tattoo Dimension, la rivista di cui sono direttore responsabile, un articolo sull’amico Franz, all’epoca da poco scomparso.
Sono state le parole delle persone semplici, le e-mail che mi sono arrivate da persone sconosciute, i ricordi degli amici comuni a me e a Franz e le loro lacrime, che mi hanno stimolato in questa impresa.
Il titolo “Tattoo storie di vita vissuta senza tempo e senza bandiera” ricorda al lettore di trovarsi fuori dai soliti circuiti, argomenti, servizi fotografici o manuali tecnici di cui, per altro, non credo si senta assolutamente la mancanza in campo editoriale. Non lo si può definire un libro di ricerca spirituale o antropologica o di storia del tatuaggio, poiché è solo la storia della vita di un uomo attraverso il tatuaggio, ma la storia di una qualunque vita è anche ricerca dello spirito, scienza dello spirito ed evoluzione.
Parlare di tatuaggi senza mostrare immagini, è come suonare uno strumento senza cantare, quindi ho ritenuto opportuno inserire alcune fotografie, scelte tra le poche che mi sono rimaste dopo il mio rientro dagli States.
Ricordo inoltre a eventuali personaggi permalosi che potrebbero identificarsi o sentirsi offesi dalle mie considerazioni, e divenire quindi potenziali aspiranti quarelanti, la mia situazione giuridico personale di ex-pluriprotestato nullatenente. Situazione che amo profondamente poiché mi ha aiutato a spezzare quelle catene che un malsano sistema sociale-giuridico-economico cerca di imporre a tutti gli uomini, attraverso la paura di poter perdere qualcosa che in realtà non si possiede; un’illusione creata dalle forze rallentatrici dell’umanità che operano attraverso la materialità, attraverso il Dio Denaro.
Per concludere il mio più sentito ringraziamento va a tutti quei ragazzi e non più tali che nel corso degli anni mi hanno offerto la loro pelle, che mi hanno confessato, durante le sessioni di lavoro, le loro emozioni e paure, che mi hanno fatto da specchio delle mie, che mi hanno fatto “diventare grande” attraverso il mio lavoro: quando dico “grande”, intendo semplicemente adulto, uomo.

Ennio Dri

Prefazione del maestro Maurizio Fiorini.
Caro Ennio,
finalmente riesco a leggere ciò che avrei voluto veder scritto da tempo: la storia di un uomo che, nonostante le vicissitudini, si è sempre rialzato a testa alta, da vero lottatore quale è.
Quando penso a te mi viene in mente un gladiatore, un uomo abituato a combattere, a volte anche per sopravvivere. Come posso descriverti in una pagina? Mi rivolgo ora ai lettori perché non posso certo fare un quadro esaustivo di un personaggio così particolare, che oltre a essere un bravissimo tatuatore è anche da molti anni nel mondo editoriale a capo di una bellissima rivista sui tattoo dal nome ‘Tattoo Dimension’.
C’è un vecchio proverbio che dice: «Chi trova un amico, trova un tesoro». Io, personalmente, di tesori non ne ho mai trovati, ma Amici con la A maiuscola, di quelli molto validi, sì.
Uno di questi, tra i migliori è Ennio, un tatuatore triestino di cui in passato avevo molto sentito parlare ma che non conoscevo personalmente, finché un giorno non capitò l’occasione.
Un amico, nel 1997 organizzò a Napoli, e precisamente a Portici, al Museo delle Locomotive, una convention di tatuatori con più di cento stand e tra questi, oltre a me, c’era anche Ennio Dri.
Me lo presentarono e da subito si stabilì un legame di amicizia e per sigillare questo rapporto mi feci fare un piccolo tatuaggio polinesiano sul collo, il segno dell’amicizia, e lo porto ancora con orgoglio. Una volta stabilito questo legame ognuno rientrò alla propria sede.
Io e mia moglie tornammo a trovarlo a Trieste nel suo studio in via Rigutti, ci siamo stati una settimana e sono stato sempre con lui. Ennio aveva organizzato al castello di San Giusto una convention, proprio per me, e malgrado il tradizionale vento che soffiava fu un bel successo. Questa toccante ospitalità non ha fatto altro che rafforzare un qualcosa dentro di me verso quest’uomo.
Lui mi ha aiutato sempre molto e ogni volta disinteressatamente e spero di potergli rendere la pariglia, in un tempo non troppo lontano, perché il tempo non si sa non quanto è ancora. Poi Ennio è venuto diverse volte a Firenze e la nostra amicizia si è rinsaldata ancora di più. Mi è sempre stato vicino e io questo non lo dimenticherò mai. Quando, in un momento difficile, sono stato costretto a lasciare lo studio, era molto dispiaciuto, quasi quanto me. Questa è vera amicizia.
Un giorno, nel settembre del 1997, ho ricevuto da parte di Ennio un invito per andare a una convention, si trattava di Miss Italia Tattoo Convention, che lui organizzava nel castello di San Giusto a Trieste. Vi assicuro che me è stato come vincere una lotteria. Ennio è un grande organizzatore perché questo castello di San Giusto è un po’ come Palazzo Vecchio a Firenze: molto difficile averlo, se non impossibile. Ma lui c’è riuscito. Mi ha fatto visitare tutto l’interno, le sue armerie e gli immensi saloni, ed è bellissimo. Nonostante che il tradizionale vento triestino, la bora, ci portasse via di peso, la gente è venuta ugualmente. È gente di mare, gente temprata. Ho anche conosciuto la sua seconda moglie: bellissima. È proprio un esteta: ama tutto ciò che è bello.
All’arrivo alla stazione ho trovato un’accoglienza che mi ha toccato il cuore. Como posso dimenticare quei momenti? Impossibile! Come è scritto in questo toccante, e personalmente anche commovente libro, Ennio ha sofferto, rischiato, amato, è caduto e si è rialzato più volte ma nonostante ciò va avanti coerentemente secondo il suo modo di vivere. .
In passato, tutte le volte che ci vedevamo, lui mi raccontava un episodio della sua vita, e ora leggendo ho potuto rimettere insieme tutte le tessere del mosaico e farmi un’idea veramente completa di quest’uomo. Mi ha colpito molto il modo in cui ha affrontato le sue molteplici situazioni familiari ed anche i problemi economici perché spesso e volentieri affrontare tutto ciò diventa molto, ma molto difficile e lui essendo una persona molto determinata ne è uscito sempre vittorioso. Anche sulla malattia ha vinto. Un motivo per leggere questo libro? Perché è una lezione di vita, indipendentemente dall’avere tatuaggi o no, dall’essere uomo o donna, da essere vecchi o giovani. È un libro per tutti.
Maurizio Fiorini
Maestro Tatuatore

17 aprile 2011

Hyde’s Secret Nightmare

Category: Film e Videoclip,Friends – ennio – 18:52

Il film Hyde’s Secret Nightmare è una bizzarra rivisitazione in chiave “granguignolesca” ed “erotica” del romanzo di Robert Louis Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde”. Il film è il quarto del regista e vede il suo esordio anche come Direttore della Fotografia (nel film cura infatti anche gli effetti speciali); HSN si caratterizza per una svolta stilistica significativa: abbandonati i lenti carrelli ed i bizzarri e pulitissimi movimenti di macchina, Cristopharo punta sull’uso della macchina a mano alternata a campi fissi, quasi a voler suggerire soggettive “rubate” in stile da documentario abbinate alla messinscena più curata e teatrale… non può non venire in mente il DOGMA di Trier abbinato provocatoriamente all’interno dello stesso film, con l’opposto del suo stesso significato! Interessante anche il montaggio di Simone Barbetti che narra doppie inquadrature in montaggi alternati e flash di immagini quasi subliminali. Il film vanta, all’interno del suo cast artistico, alcuni tra i più importanti nomi del panorama cinematografico e teatrale di genere (e non) del cinema italiano e internazionale, come Roberta Gemma, Venantino Venantini, Alvia Reale, Nancy De Lucia, GIOVANNA, Francesco Malcolm, Matthias Vannelli. Nel film, dunque, attori hard si mescoleranno ad attori normali, per dare vita a situazioni deliranti e surreali. Claudio Zanelli interpreterà il ruolo del Dr Jekyll, mentre le vesti di Mr Hyde saranno indossate proprio dalla bellissima Roberta Gemma che, in questo film ritornerà con Giovanni la Gorga nella casa dei manichini di carne. Nel cast figureranno anche Lucia Batassa nei panni della burattinaia ed un grande ritorno per l’ex stallone Andy Spider in quelli del necrofilo.
Dopo il cameo in Bloody Sin, Simone Fucci sarà qui l’affascinante Dr. De Funes, mentre Adam Ford interpreterà il bullo in una scena molto… “dolorosa”. La Kicco Music s.a.s. ha, inoltre, gentilmente concesso alla produzione l’utilizzo delle musiche che Nino Rota compose per i film di Fellini e che affiancheranno nuovi temi originali composti da Kristian Sensini. Domiziano Cristopharo, regista indipendente del “sottosuolo” romano, è stato il primo regista Italiano a riavvicinarsi per davvero al genere erotico/horror già 4 anni fa, ottenendo un enorme successo di pubblico e critica e aggiudicandosi 6 premi Internazionali ( che si sommano ai 3 di MUSEUM OF WONDERS) e 8 partecipazioni a Festival in tutto il mondo, dirigendo l’onirico e discusso House of Flesh Mannequins, che includeva real sex e “snuff movies” in un mix porno/horror di grande impatto (ad arricchire il film il cameo di Roberta Gemma). Recentemente il film è stato riproiettato al cinema in una rassegna dal titolo Pop Core, che tracciava le tappe fondamentali della pornografia nell’arte, tra film di artisti come Piscicelli, Joe D’amato e Richard Kern. Definito da molte riviste di settore -e non- come un autore emergente di raro spessore, paragonabile ad un mix tra Fellini e Dario Argento, il tocco di Cristopharo si caratterizza per un gusto visivo retrò, una spiccata predisposizione per il nudo e le immagini “shock” ed una regia assolutamente “interiore” e per nulla soggetta ai frenetici montaggi da videoclip così in voga al giorno d’oggi; nel suo immaginario il fantastico sconfina nel quotidiano ed il quotidiano è il vero orrore che tormenta l’uomo del terzo millennio. A chi lo taccia di pornografia lui risponde citando Picasso: “L’arte non è mai casta e bisognerebbe tenerla lontana dai candidi ignoranti. Se fosse casta non sarebbe arte”. Pornostar di fama internazionale, Roberta Gemma (ex Roberta Missoni) esordisce in The Order, con il quale viene premiata come miglior attrice emergente al Venus 2006 di Berlino. Da allora, diventano addirittura 4 i premi ritirati al prestigioso festival, incluso quello come migliore attrice hard europea. Nel 2009 è immortalata in un nuovo calendario (dopo il successo del servizio realizzato per Max) ed è la testimonial del canale digitale terrestre Dahlia TV.
scritto da: Andrea Cavaletto&Domiziano Cristopharo
editor: Simone Barbetti
Produttore: Clubgemma/Ford/Cristopharo/Campus
Sito Web: www.hydesecretnightmare.com

9 aprile 2011

Nevio e Franca Sgherla

Category: Benessere,Editoria – ennio – 17:13

Un altro libro interessantissimo di Nevio Sgherla è Stradopulos (costo 16 euro), mentre di estrema e triste attualità sono le valutazioni ed i rimedi proposti dall’opuscolo denominato “Decontaminazione da Radiazioni” (costo 8 euro). Di grande aiuto, oltre che nel lavoro e nella vita, nella stesura delle opere di Nevio la collaborazione ed il sostegno della moglie Franca. Tutti i libri sono editi dalla casa editrice Settimocielo ed acquistabili al prezzo imposto dall’editore attraverso il nostro sito. Per ordini superiori a 50 euro le spese di spedizione tramite corriere sono a nostro carico.

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